Storytelling e struttura del testo narrativo

Storytelling

Ogni testo narrativo, a qualunque genere appartenga, presenta una struttura ricorrente che costituisce, per così dire l’ossatura di base, articolata in quattro momenti fondamentali:

  • Esposizione:
    Presentazione dei personaggi e della situazione iniziale, che può essere contrassegnata da un conflitto di interessi o da una condizione di equilibrio.
  • Esordio:
    Ovvero l’avvenimento che mette in moto l’azione e che modifica la situazione iniziale. Ci possono essere due tipi di esordio secondo la diversa situazione di partenza: o l’evento che dà avvio all’azione sviluppa e accentua il conflitto già esistente, oppure vengono introdotti elementi di turbamento e di tensione in una condizione di equilibrio. In ogni caso l’avvio del racconto è determinato da un avvenimento provocato o subito dal protagonista che volontariamente o per un impulso esterno è spinto ad agire.
  • Peripezie o mutamenti:
    Con questi termini, che sono intercambiabili, si indica l’insieme degli avvenimenti che modificano di volta in volta la situazione in cui opera il protagonista, determinando un miglioramento o un peggioramento delle sue condizioni.
    Nel corso delle peripezie entrano in azione altri personaggi che svolgono il ruolo di aiutanti o di oppositori. L’evoluzione della vicenda prosegue con un progressivo aumento di tensione che raggiunge il culmine in prossimità dello scioglimento finale, il punto di massima tensione viene per convenzione indicato con il termine tedesco Spannung, che significa, appunto, “tensione”.
  • Scioglimento:
    E’ il momento conclusivo, che determina l’eliminazione di tutti i fattori di turbamento e la ricomposizione dell’equilibrio o in positivo (lieto fine) o in negativo (morte del o dei protagonisti principali).

Il nocciolo dello storytelling sta nella correlazione tra:
– rappresentazione narrativa della realtà,
– processi di interpretazione, di proiezione e di riflessione;

La metodologia dello storytelling è definita per fasi:

  • finalità e target, (ossia definizione di quello che si vuole comunicare e a chi);
  • tempi, disponibilità delle persone o gruppi di persone coinvolte;
  • scelta del genere e la stesura della sceneggiatura;
  • realizzazione;
  • feedback di valutazione da parte dell’audience.

Morale della favola… adottare un linguaggio che consenta al lettore di sentirsi coinvolto rivestendo il ruolo di attore protagonista, invece che spettatore.

© by Leonardo Milan. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Privacy Policy
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