Social Network Analysis e le metriche di misurazione

La Social Network Analysis è un tipo di analisi che sta avendo una crescente domanda in diversi ambiti quali la psicologia, la salute, l’organizzazione aziendale, e le comunicazioni. Più di recente, l’interesse è cresciuto in analisi di reti di leadership per sostenere e rafforzare le loro relazioni all’interno di gruppi, organizzazioni, e relativi sistemi.
Una base di partenza importante da considerare nell’analisi delle reti sociali è l’approccio matematico della teoria dei grafi, che fornisce un linguaggio la descrizione delle reti e dei loro caratteri.

imageLa teoria dei grafi offre una traduzione dei dati contenuti nelle matrici in concetti e teoremi che possono essere direttamente rapportati ai caratteri essenziali delle reti sociali. La teoria dei grafi riguarda insiemi di elementi e le relazioni tra essi: gli elementi sono chiamati punti (o nodi), le relazioni linee.

  • Eigenvector Centrality, Importanza del nodo:
    • legato all’importanza (autorevolezza, influenza)  di un nodo nel network (assegna alti punteggi agli utenti collegati a quelli con punteggi elevati)
    • Indica le tipologie di relazione esistenti e l’importanza tra un singolo nodo e i circostanti
    • Misura la reputazione di un nodo e il riconoscimento della stessa che gli viene dato dagli altri nodi
  • Betweeness Centrality –  tra coppie di nodi:
    • E’ legato al numero di volte in cui un nodo si ritrova lungo lo shortest path tra le altre coppie di nodi della rete (descrive la capacità di diffusione delle informazioni nella rete attraverso quell’utente)
    • Misura la strategicità di un nodo nella rete tra due aree importanti della stessa (concetto di betweness).
    • Un individuo con una elevata betweness centrality ha una grande influenza nel flusso di informazioni
    • Reciprocità :
      • La misura in cui un nodo si trova tra gli altri nodi della rete
    • Bridge:
      • Quanti elementi causerebbero interruzioni ai flussi
  • Network Centrality o Centralization, Dettaglio Centralità nel network – Centralità:
    • Questa misura fornisce un’indicazione approssimativa del potere di un nodo
  • Centrality Degree – Centralizzazione:
    • La differenza tra il numero di link per ogni nodo diviso per la massima somma possibile di differenze.
  • Closeness Centrality – Vicinanza:
    • E’ legato alla distanza media geodesica – soluzione al problema dello shortest path – tra un nodo e tutti gli altri da lui raggiungibili (esprime il grado di prossimità di un utente agli altri della rete)
    • Il grado di un individuo è vicino a tutti gli altri individui in una rete
    • Misura il numero di connessioni di un membro
    • La vicinanza di un nodo alle componenti interconnesse rimanenti della rete
    • Closeness Centrality per tutti i componenti: la vicinanaza di un nodo al resto della rete compresi i nodi non interconnessi
  • PageRank Score:
    • l’autorità di un utente ( simile al pagerank di Google)
  • Potential reach:
    • il numero di nodi al secondo grado di separazione che può essere raggiunto da un membro/nodo
  • Clustering Coefficient:
    • quanto interrelazionato è un utente (cliquish)
  • Betweenness Centrality:
    • quanto cruciale è un nodo per la diffusione di informazione
  • Core Number:
    • la centralità di un nodo nella rete
  • Vertex Eccentricity:
    • la lontananza di un nodo dal centro della rete
  • Coefficiente di clustering:
    • Misura la probabilità che due nodi diano collegati direttamente
  • Degree Centrality – Grado di connessione:
    • legato al numero di connessioni associate ad ogni nodo (esprime il grado di connettività di un utente con la rete)
    • Il conteggio del numero di legami con altri attori della rete.
  • Densità:
    • Indica le tipologie di relazione esistenti tra un nodo e gli altri

L’elenco sopra riportato subirà degli aggiornamenti costanti, credo che non sarà mai esaustivo …

Per ulteriori approfondimenti vedi anche i seguenti articoli:

Co-creazione e saggezza della rete. Crowdsourcing come risorsa latente

La saggezza delle folle.

imageSapreste indovinare il peso di un manzo? Da soli no ma neanche se si è esperti.
A questa conclusione arrivò lo statistico inglese Galton, osservando una gara tenutasi in una fiera nel lontano 1906. In quell’occasione 800 persone non indovinarono il peso del manzo, ma Galton notò che la media delle stime dei partecipanti si avvicinò al peso reale con uno scarto sotto l’1%!!!

Aziende nella rete, inconsapevoli?

La "rete" tra le persone c’è sempre stata, c’è sempre stata la "saggezza delle folle"… solo che adesso le chiamiamo, rispettivamente, Social Network e Crowdsourcing.
Quante sono le aziende che sono in grado (maturità), di riconoscere un ruolo ai Social Network (reti informali) esistenti tra i propri collaboratori e di interagire con essi?
imageQuante sono le aziende in grado di affiancare la struttura gerarchica degli apporti di "saggezza" (Crowdsourcing) provenienti dai collaboratori, dai partner, dalla rete diffusa dei clienti/utenti?
Oltre trent’anni fa le aziende inibivano, con il centralino, l’accesso libero alla rete telefonica. Negli anni ottanta i terminali ingabbiavano l’accesso alle informazioni quando cominciavano a diffondersi i PC (Personal, appunto). Stesso destino per la email, solo con il tempo è diventata accessibile a tutti, o quasi, in azienda. Con internet il ritardo di almeno due i tre anni rispetto alle accessibilità personali di "consumer" è stato mantenuto, fino ad arrivare all’ultimo Digital Divide (ma è più un knowledge divide) aziendale: l’accesso ai Social Network.
Eppure lo statistico Galton già 105 anni orsono aveva "scoperto" che la folla batteva gli esperti. Anche la casalinga di Voghera che guarda i quiz in TV si accorge che nel pubblico presente c’è quasi sempre chi sa la risposta.

Scelte decisionali e influenza sociale.

La scoperta dei "neuroni specchio", cioè la risonanza interiore di un’esperienza altrui, ci fanno riflettere sull’iterazione sociale "inconscia" quando prendiamo delle decisioni. CrowdsourcingÈ l’empatia (risonanza emotiva) che interviene, anche nel comportamento di acquisto di un prodotto. La validazione sociale dell’appartenenza ai valori del brand può farci superare il trade-off della perdita di danaro che l’acquisto comporta (piacere>perdita). La condivisione con la propria rete sociale fa parte di un importante "centro di ricompensa", anche dopo l’acquisto.
Acquistiamo anche per entrare in contatto con i valori (Identity e promessa di valore) del brand ma anche per entrare in contatto con le persone che fanno già parte del brand e non solo come clienti.
Qui sta il segreto del Crowdsourcing e dell’azienda che sostiene (a volte basta solo non ostacolarla) la collaborazione tra le persone (reti informali) e tra le reti di persone (Social Business), arrivando rendere trasparente (se non abolendolo) il diaframma che divide l’interno dell’azienda con l’esterno…
È questo il continuum tra interno/esterno dell’azienda e tra insight e socialità del brand. Siamo in presenza di una Co-creazione del brand (come sostenuto anche dal Marketing classico), una possibilità aperta anche alla Co-innovazione, nel caso in cui l’azienda si rivolga a segmenti specifici clienti/utenti.
Ancora la metà delle aziende, in Italia, inibisce ai propri dipendenti l’accesso ai Social Network. È questa la fiducia che si ha dei propri collaboratori? Perché non considerarli come clienti anche se interni? Come possono diventare i primi Brand Ambassador dell’azienda se gli inibiamo l’accesso ai Social Network?
La rete non è solamente un accesso all’informazione disponibile e aperta ma anche l’accesso ai mercati ("… i mercati sono conversazioni"). Con il Social Business (reti infornali come agenti del cambiamento e dell’innovazione), la rete consente l’accesso a "nuovi" mercati e, con il Crowdsourcing, il riconoscimento del valore del brand.

I social media non sono assimilabili al marketing interattivo (computer to consumer), ma sono relazioni tra persone (people to people), tra queste persone ci sono anche i collaboratori e le reti (interne) aziendali.
Riflettano su quest’ultimo aspetto le aziende che ancora non riconoscono la "saggezza delle folle" costituite dai dipendenti e dai clienti.
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(Immagine: http://darmano.typepad.com)