Social Business e innovazione di prodotto, di processo e di servizio.

Innovazione di prodotto: le idee migliori vengono dall’esperienza d’uso… di chi lo usa

image_thumb39Innovazione di prodotto: una ricerca di senso. La sfida dell’utilità, è sempre meno un’attività di R&D -  Ricerca e Sviluppo: la corrispondenza del prodotto ai bisogni (sogni) dei clienti richiede la capacità di ascolto delle esigenze unita alla capacità di soddisfarle… anticiparle, anche. Fare innovazione di prodotto significa sempre più riuscire a raccogliere le idee in modalità aperta, trasparente e collaborativa, attuando la dimensione valoriale dell’azienda, la sua etica corredata dalla coerenza dei comportamenti. Questa è la prospettiva di fondo del Social Business: dalla co-ideazione alla co-innovazione, per questo l’azienda deve sempre più pensarsi come insieme di communities, da integrare.

L’azienda è anche una rete di persone, ognuno con la sue caratteristiche non solo di professionali ma anche di reputazione, conoscenze, attitudini che, una volta messe in circolazione, generano fiducia, conversazione… rete informale.

Una delle migliori realizzazioni implementative dei Social in azienda (che possono essere definite come Social Business, nel momento in cui è l’azienda il motore dell’iniziativa verso i clienti) è, quindi il Social Product Innovation. Viene quindi da confermare il titolo dell’articolo “La rete non è solo tecnologia e l’innovazione non è solo ricerca”. La Social Product Innovation è la pratica (molto innovativa, appunto…) di utilizzare i servizi web di social networking e le tecnologie a supporto del processo di sviluppo del prodotto, l’innovazione e gli obiettivi di business, programmi e risorse. Le tecnologie Social Web riguardano l’innovazione e lo sviluppo dei prodotti in due aree chiave:

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Innovazione di processo: dai processi di business ai processi di social business

image_thumb42Dentro ogni azienda può essere meglio realizzata anche l’innovazione di processo. I processi di Social Business hanno una capacità anticipatoria, rispetto ai processi di business. Le reti informali determinano circa il 70 per dento delle soluzioni ai problemi aziendali (… anche delle decisioni?). processi di Social Business sono adattivi e proattivi, poiché si basano sulla fiducia e sulla conoscenza (reale) delle competenze delle persone: know-who (chi mi può aiutare?) non solo know-how (che cosa conosco?) … è la capacità di fare network, quindi, la qualità relazionale che fa e farà sempre più la differenza (anche in azienda).
Lavorare in team, arrivare ad una gestione collaborativa e partecipativa dei contenuti, ad una decentralizzazione ed intercomunicazione tra diversi servizi e/o fonti di dati: spesso quel che ci serve è già stato già pensato o fatto da qualcun altro, con le attività e gli strumenti di Social Business (detto anche Enterprise 2.0 o Social network Enterprise). Perché non riportare all’interno dell’azienda l’esperienza/utente derivante dai Social Network?

Innovazione di servizio: non solo feedback ma anche co-creazione

image_thumb41Innovazione di prodotto, innovazione di processo… non possono non comprendere anche all’innovazione di servizio. Il Web 2.0 ha consolidato la capacità degli utenti/clienti di essere in molti casi più visibili, più veloci e più pertinenti a dare supporto ai loro pari. L’azienda deve andare oltre le FAQ – Frequently Asked Questions, deve non solo deve saper assecondare questa realtà e/o potenzialità ma promuoverla abilitando alla conversazione (e non solo al supporto clienti), anche persone che, in una rigida gerarchia aziendale, non hanno mai potuto aver voce in capitolo o la possibilità di rispondere direttamente alle richieste dei clienti: innovazione di servizio, nell’era del Social Business è service one to one, gestito dall’azienda tenendo conto del fenomeno di supporto spontaneo: consumer to consumer.

Fare rete attorno all’innovazione di prodotto, di processo e di servizio.

image_thumb4La crisi genererà una forte accelerazione della selezione tra le aziende che faranno dell’innovazione la propria strategia di uscita dalla morsa prodotto e margini decrescenti. Queste aziende innoveranno non solo attraverso la ricerca e sviluppo (delegata a qualche persona o funzione/divisione interna…) ma anche considerando anche il ruolo partecipativo evocato dai social, dalle idee della co-creazione che possono consentire se adottati con lungimiranza (con uno sguardo al ROI)
Altre aziende, senza una strategia fondante l’innovazione

Siamo ad un punto di svolta?

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Social Network Analysis. I ruoli in una rete. All’origine dei social

Riporto in questo articolo i ruoli principali che possono costituire una rete sociale per arrivare a illustrare la relazione esistente tra una Rete Sociale e un  Social Network.
La principale caratteristica delle analisi delle reti sociali è la sua attenzione per la struttura delle relazioni, che vanno dalla conoscenza casuale fino ai legami stretti.   L’analisi delle reti sociali presuppone che le relazioni siano importanti: mappa e misura le relazioni formali e informali per capire che cosa facilita o impedisce il flusso della conoscenza e della collaborazione tra entità interagenti, in termini di condivisione delle informazioni e delle conoscenze e con quali modalità (es. formale, contatto fisico …). (Perché
queste relazioni sono di solito non facilmente distinguibili, l’analisi delle reti sociali esamina ai raggi-x un’organizzazione).

Connector – Connettore Centrale

image_thumb2Il Connector – connettore centrale (A) è un attore che viene scelto molto più della media dagli altri attori per una relazione definita. Se ad esempio la relazione fosse "scambio di informazioni", il connettore centrale sarebbe l’attore che più degli altri concentra su di sé i flussi informativi.
Se la relazione fosse "supporto per il problem solving", sarebbe la persona che più delle altre interviene nei processi decisionali. E quindi un attore molto attivo.
Talvolta viene definito anche hub, proprio per ricordare il suo ruolo di accentramento e smistamento. Krackhardt suggerisce che sono «persone che vengono scelte spesso nella relazione "fornire consigli" sono quelle con maggiore esperienza e know how».

Influencer – Opinion Leader

imageUn "caso particolare" di connettore centrale è l’Opinion Leader (B)
Consideriamo la domanda “a chi ti rivolgi quando hai bisogno di un consiglio?". Le persone che ricevono la maggior parte delle scelte possono sicura mente considerarsi gli opinion leader informali del gruppo. Krackhardl e Hanson (1993) identificano il leader informale con le persone che hanno legami forti nella rete delle relazioni di amicizia.
Si suppone infatti che la relazione di amicizia implichi fiducia e quindi l’ascolto dei consigli.
Il mappare questo tipo di rapporti, e l’individuare i ruoli di opinion leader informale, è molto importante soprattutto per il processo di influenzatori di acquisto che più avanti andremo ad esaminare.

Il broker delle informazioni/relazioni.

imageSi individuano le persone con questo ruolo calcolando la misura in cui esse svolgono un ruolo di intermediazione tra le altre persone che compongono la community (o l’organizzazione).
L’attore C  è l’unico che connette l’attore D al resto del gruppo, cioè si trova "sul percorso" tra lui e gli altri membri del gruppo. In questo senso l’attore C ha potere sull’attore D, in quanto i flussi di comunicazione tra quest’ultimo e la la community (o l’organizzazione) sono controllati (e, se si vuole, manipolati lai volta anche involontariamente) da C.
Quando questa situazione si ripete frequentemente, allora quella persona impatta in modo superiore alla media sui flussi complessivi di risorse che attraversano la community (o l’organizzazione), e assume il ruolo di Broker (di knowledge broker, ad esempio, se la risorsa in questione è la conoscenza).

Reti sociali e Social Network

imageNel caso di una rete sociale ibrida, composta cioè da relazioni reali e virtuali (supportate da servizi web di Social Networking), è C è amico di D che a sua volta è amico di E.
Il nodo B (l’opinion leader)  è in grado di influenzare D solo attraverso C.
Nel caso di un Social Network simmetrico, come Facebook, se B scrive un commento sulla bacheca di C o se C commenta un post di B, D verrebbe a conoscenza di B (legame debole – secondo grado di separazione) attraverso C (legame forte – primo grado di separazione) e potrebbero diventare amici sul Social Network.
La stessa cosa potrebbe accadere per E che viene a conoscenza di C attraverso D. La probabilità che B possa influenzare direttamente E (terzo grado di separazione) è quasi nulla: lo potrebbe fare solo attraverso il passaparola online (o la virilizzazione di contenuti condivisi), tra i nodi C & D, i quali agirebbero da filtro, in caso non viralizzassero i contenuti postati da B o da connettori nel caso in cui attuassero sincronicamente la condivisione.
Sono quindi i legami deboli (C & D, riferiti ad E nella connessione con B, l’Influencer – Opinion Leader), quindi, che garantiscono il passaggio di condivisioni e/o informazioni nuove/innovative in una rete sociale consolidata e basata su legami forti (primo grado di separazione).

Per ulteriori approfondimenti vedi anche i seguenti articoli: